domenica, 17 Ottobre, 2021
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Dieci cose notevoli successe agli Italian Roller Games

Dieci cose notevoli successe agli Italian Roller Games

Pensavate fosse finita qui? Dai, siamo seri. Non è possibile che ci sia un evento di rilevanza nazionale senza il classico “articolo pop” di Powerjam, subito dopo quello “istituzionale”. Ed eccoci qua, puntuali come le tasse!

Agli Italian Roller Games non è successo solo quello che vi abbiamo già raccontato o che avete rivisto nei video, ma un sacco di altre cose, che ora vi andiamo a snocciolare.

1) Sabato mattina viene da me Heidi Rollerblock insieme a una skater che non conosco e le fa: “ecco, è lui quello che gestisce Powerjam”. “Oddio”, penso, “si è fatta indicare chi sono perchè vuole lamentarsi per lo scarso livello dei meme. Che poi avrebbe anche ragione, eh, non è che posso sempre dire che i meme brutti li fanno solo All You Can Hit o Bersecliff”.

Questo è stato uno dei meme più di successo, figuratevi gli altri…

Scopro che invece è Death Valey delle Harpies, una di quelle che mette regolarmente like alle cose che posto. Non riesco a scambiarci molto di più di un “ciao” perchè in quel momento sono preso da 1000 cose ma approfitto di questo spazio per ringraziarla pubblicamente per essersi “esposta”! 😀

2) Alcuni dei premi assegnati da Sgt. Pepperoni & co. si basavano fondamentalmente sul concetto di “sburonata”, ovvero di una azione in particolare che ha fatto saltare sulla sedia gli announcer: una difesa individuale e prolungata di Crazy Eyes su Lala Lupe, un apex jump di Samuraghi, l’urlo senza voce di Nic, il giro rapido di Gremlin, ecc.

Alle azioni degne di rilievo vogliamo aggiungere una fenomenale offense di ANN-Atomic Bomb che ha letteralmente mandato a gambe all’aria una skater avversaria per facilitare il passaggio della propria jammer: davvero un gesto tecnico strepitoso!

3) Tra le cose più divertenti viste nel weekend, Iren maiden delle Piadeenas riesce a fare un fallo difficilissimo per una jammer: un bel multiplayer! Complimenti, un premio “sburonata” te lo saresti meritato anche tu!

4) Per due giorni ho fatto lo scoreboard operator, scoprendo una serie di cose interessanti, ovvero:

  • che non è un ruolo così brutto come lo dipingono, specie se sai dove guardare (quando lo feci 4 anni fa a Torino evidentemente non avevo idea);
  • che, in pratica, ho imparato anche a fare lo scorekeeper (ruolo che mi mancava);
  • che avendo fatto sempre penalty line up tracker o penalty box timer, ero abituato a guardare il pack e i falli, mentre invece se fai scorekeeper o scoreboard devi tendenzialmente guardare le jammer e i jammer ref: è stato difficile mantenere la concentrazione e “dimenticarsi” gli automatismi legati ad altri ruoli!
  • ma soprattutto che lo scoreboard operator, lavorando al pc, deve per forza stare all’ombra: e questa ovviamente è stata la scoperta più gradita!

Scorekeeper e scoreboard operator sorridenti: stare all’ombra fa bene all’umore!

5) Guardare tendenzialmente le jammer mi ha fatto notare un po’ di new entry particolarmente promettenti: oltre alla già citata (nel precedente articolo) Scarlet S-witch, ho visto molto bene le esordienti Debby Pugnale (Crimson Vipers) e Iren Maiden (Harpies), mentre non mi ero mai accorto di quanto fosse brava in quel ruolo Memesis (Bone-Crushing Hyenas). Naturalmente ho apprezzato le gesta di un sacco di altre jammer ma, ovviamente, che fossero brave lo sapevo già!

6) Un grande incoraggiamento anche a Isabelva delle She Wolves, alla sua prima uscita di sempre (ha preso le minimum durante la pandemia!), la quale dimostra di avere delle indubbie doti e altrettanto bisogno di allenamento e di studio per evitare di finire regolarmente al penalty box: la stoffa c’è, coltivala!

7) Non c’era solo il buon Sgt. Pepperoni a commentare le partite, ma anche la rediviva Li’l Bounce (vogliamo rivederti sul track, però!) e soprattutto l’inedita ma efficacissima coppia Heidi Rollerblock – Jay From The Block: per colpa vostra mi sono spesso e volentieri distratto dalla partita per seguire i vostri esilaranti discorsi!

8) I derby name sono un ottimo argomento per le gag dei commentatori, ma in certi casi ci si avvicina all’istigazione a delinquere: per questo mandiamo una nostra formale ammonizione a Giu-box delle Harpies, la quale ha un derby name che ha suggerito battute di scarso livello quando è finita al penalty box. Non vorrete mica far perdere a Powerjam lo scettro di principe delle battute pessime, vero?

9) Probabilmente tutti voi penserete che le nostre skater vorrebbero ottenere un endorsement da marchi come Hypno, Roll Line, Bont, ecc., ma a giudicare da quello che si è visto nel weekend del 26/27 Giugno verrebbe da dire che avrebbe molto più senso una sponsorizzazione da parte della BIRKENSTOCK, vista l’incredibile quantitià e varietà di modelli indossati dalle nostre atlete!

10) Che le nostre skater fossero un po’ fuori allenamento non tanto dal punto di vista fisico (alcune sembravano non aver mai interrotto, a dirla tutta!) quanto da quello del gioco, ce ne siamo accorti da quanto si sono sgolati gli head ref di turno per chiamare i frequentissimi no pack che venivano a formarsi. Non avendo idea del numero esatto, glielo abbiamo chiesto: quanti no pack avete chiamato in questo due giorni?

  • Anekin: “direi il numero sufficiente a farmi perdere la voce dopo 2 partite”
  • Nicola’s Rage: “Troppi… [ci pensa su] Boh, centinaia?”
  • All You Can Hit: “Ahahahah! Domenica dato che c’ero io come head ref non tantissimi, dato che non li vedevo… diciamo una decina? Sabato , quando non ero head ref io, sicuramente di più”

Fa abbastanza ridere che Nicola’s Rage abbia preso un premio per essersi sgolato ma NON per un NO PACK!

BONUS TRACK:

La foto che trovate in cima a questo articolo non è casuale: stavo scorrendo la pagina Facebook della FISR a caccia di aggiornamenti, ma trovavo solo le compostissime ed elegantissime foto dell’artistico. A un certo punto mi saltano davanti al naso i volti sudati delle Piadeenas, con Jigglyfart in posa a fare le smorfie: il contrasto è stato favoloso! W le facce del roller derby!

About Rob N. Röll

Scopre il roller derby nel 2014, si accorge che non esiste nessuna fonte di informazioni che non siano le pagine facebook delle squadre e decide di metter su una webzine, impiegando *soltanto* due anni per avviarla. Nel frattempo, si autocondanna a fare NSO in ogni evento di roller derby a cui partecipi. Il suo sogno è vedere una partita dalla tribuna anzichè dal penalty box.

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