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lunedì, 15 ottobre, 2018
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Roller Derby for dummies!

Roller Derby for dummies!

Siete finiti su questa webzine cercando informazioni su uno sport di cui avete sentito parlare solo di recente?  State provando a capire qualcosa di come funziona? Bene, avete cliccato sul link giusto!

ROLLER DERBY FOR DUMMIES

Ovvero il roller derby spiegato a chi non ne capisce niente, a chi ha scoperto da poco questa disciplina e vuol saperne di più, oppure a chi ha puntato una giocatrice e prima di dichararsi vorrebbe farsi trovare ferrato/a.

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Il wall delle Harpies blocca un’avversaria durante il torneo DDT

Cos’è il roller derby?

E’ uno sport di contatto nato in America negli anni ’30 (con regole molto diverse da quelle attuali [1]), giocato principalmente da donne, che ha avuto una grossa crescita fino agli anni ’70, per poi sparire dalla circolazione.

All’inizio del nuovo millennio resuscita ad Austin, Texas, e si diffonde alla velocità della luce per approdare intorno al 2006 anche in Europa. Il successo di questo sport tutto al femminile è tale da richiamare l’attenzione di Hollywood. Esce, infatti, nel 2009 il film Whip It (diretto da Drew Barrymore)  grazie al quale il Roller Derby ha un’ulteriore spinta e viene portato sotto gli occhi di tutti.

Un altro forte catalizzatore è costituito dalla scelta della ULC (United Leagues Coalition), poi WFTDA (Women’s Flat Track Derby Association), di utilizzare una pista piatta (il cosiddetto “flat track“) anziché quella a “conca” (“banked track“), poiché a questo punto è sufficiente una normale palestra o pista di pattinaggio per poter giocare.

In Italia lo sport arriva nel 2011, la prima squadra sono le Harpies di Milano [2], ma si diffonde praticamente subito: nascono parecchie squadre nelle maggiori città, tanto che già nell’autunno 2014 fa il suo esordio ai campionati mondiali di Dallas, in Texas, la prima nazionale femminile italiana, seguita due anni dopo da quella maschile ai mondiali di Calgary, in Canada.

Come si gioca a roller derby?

Il roller derby si gioca sui pattini classici, o quad (dunque non quelli con le ruote in fila, gli inline), su una pista (“track“) di forma quasi ovale (vedi immagine). Le squadre sono composte da 14 giocatrici, di cui ogni volta ne scendono 5 in pista per affrontarsi. La partita (“bout“) è suddivisa in due tempi (“period“) da 30 minuti ciascuno. Ogni period è a sua volta suddiviso in riprese (“jam“) della durata massima di 2 minuti.

Le 5 giocatrici in campo per ogni squadra sono così divise:

  • una jammer (riconoscibile dalla cuffia con la stella sul casco), ovvero la giocatrice che fa i punti:
  • quattro blocker che devono aiutarla e contemporaneamente bloccare la jammer avversaria. Una delle quattro blocker è detta pivot (riconoscibile dalla cuffia con una striscia), perchè durante la partita può cambiare ruolo e diventare jammer, facendosi passare la cuffia con la stella (il cosiddetto “starpass“).

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Clicca qui per le didascalie
JR = Jammer Ref; OPR = Outside Pack Referee ; FPR = Front Pack Referee; BPR = Back Pack Referee;
LT = Line Up Tracker; PBT = Penalty Box Timer; PBM = Penalty Box Manager; JT = Jam Timer; PT = Penalty Tracker; PW = Penalty Wrangler; IWB = Inside WhiteBoard; SK = ScoreKeeper, SO = Scoreboard Operator;
Prima del fischio di inizio jam, le blocker di entrambe le squadre sono raggruppate (il cosiddetto “pack“) all’interno di uno spazio delimitato da due linee (“pivot line” e “jammer line“), mentre le jammer partono più indietro; al fischio d’inizio, parte il jam ed entrambe le jammer cercano di superare il pack. La prima che ci riesce ottiene lo status di lead jammer, ovvero, può chiamare la fine del jam prima della scadenza dei due minuti. Una volta compiuto un giro del track in senso antiorario, le due jammer possono fare i punti, uno per ogni avversaria superata; possono segnare altri punti compiendo ulteriori giri del track, fino alla fine del jam.

Lo scopo del gioco è fare più punti possibile.

Questo sport è giocato secondo un regolamento stabilito dalle atlete stesse (appartenenti a squadre che fanno parte della Women’s Flat Track Derby Association, o WFTDA). Definisce:

  • come possono avvenire i contatti
  • quali sono le zone della pista dove si può stare
  • come vengono calcolati i punti.

Per ogni partita sono necessari fino ad un massimo di 7 arbitri (comunemente detti “ref“ o “referee”, anche loro con i pattini) riconoscibili da una maglia a strisce verticali bianco-nere. La giocatrice che commette un fallo viene temporaneamente allontanata dal gioco e deve rimanere fuori dal track (seduta al “penalty box“) per trenta secondi, dopodichè può rientrare. Al settimo fallo, la giocatrice è definitivamente espulsa (“foul out“).

Per cronometrare i tempi al penalty box, la durata dei jam e dei period, segnare le penalità e tenere traccia del punteggio e delle giocatrici che si alternano sul track, sono designati gli NSO (“Non-Skating Official“), senza pattini e spesso riconoscibili da una maglietta rosa

Non ci ho capito niente. Mi fai un disegnino?

Ok, clicca qui

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E’ più chiaro adesso?

[Un enorme GRAZIE a Suzy Headbanger delle Banshees – Roller Derby Bassa Friulana, che ha realizzato queste immagini!]

Chi gioca a roller derby in Italia?

Dal 2012 a oggi sono nate svariate squadre un po’ in tutta Italia, qui trovate la lista completa con una mappa e una scheda per ogni squadra. Se c’è una squadra nella vostra città o abbastanza vicino, controllate se organizzano abitualmente eventi, e in caso andateli a vedere! Se la squadra c’è ma non ha eventi in programma a breve, potete andare a curiosare quando si allenano (trovate luoghi e orari nelle nostre schede, ma vi consigliamo di contattare direttamente la squadra per avere la certezza e risparmiarvi un viaggio a vuoto).
Volete provare ad entrare in una squadra? Alcune sono sempre aperte al reclutamento di nuove leve (le cosiddette “fresh meat“), altre organizzano eventi appositi una o due volte l’anno (“fresh meat day“); il consiglio è lo stesso in entrambi i casi: cercate la pagina facebook o l’email (le trovate nelle nostre schede) e scrivete loro. Se non avete i pattini e/o le protezioni, molto probabilmente si offriranno di prestarveli per provare.

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Foto di gruppo con le squadre che hanno partecipato allo SKIR 2016

E se non c’è nessuna squadra a una distanza ragionevole? C’è sempre la possibilità di metterne su una da zero: è così che sono nate tutte! Iscrivetevi al gruppo facebook Roller Derby Italia e mettete un annuncio!

Le squadre sono tutte femminili, ma quasi in ognuna ci sono uno o più maschi. Alcuni sono allenatori, altri si allenano come giocatori o come ref, altri ancora entrambe le cose.

Esiste anche una nazionale italiana?

Ne esistono due, una maschile e una femminile. Entrambe partecipano ai campionati mondiali di roller derby e ad altre competizioni, qui trovate tutti i risultati.

"Copyright Thorpe Griner"

La nazionale italiana festeggia la vittoria contro la Svizzera ai mondiali di Dallas 2014 – (c) Thorpe Griner

Come faccio a iniziare a giocare?

Per poter giocare serve avere almeno 18 anni, sul track bisogna indossare le protezioni regolamentari (casco, paradenti, ginocchiere, gomitiere e parapolsi) e per poter partecipare a una partita ufficiale (bout) o una amichevole (scrimmage) bisogna superare dei test teorici e pratici chiamati Minimum Skills Test. Periodicamente, molte squadre organizzano sessioni d’esame per le fresh meat, buttate un occhio agli eventi in programma per vedere se ce ne sono nel prossimo futuro.

Non mi interessa giocare, almeno per ora, cosa posso leggere o guardare per saperne di più?

Premesso che nel roller derby tutti riescono a trovare un loro spazio (chi non gioca vpuò arbitrare, fare nso, diventare allenatore, announcer e ultimo – ma non meno importante – supporter!), su internet è pieno di articoli e video, ma il 99% del materiale è in inglese. Per fortuna, c’è un po’ di materiale anche in italiano, la maggior parte del quale è prodotto dalle giocatrici stesse.

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Il logo di Track Talk, la prima trasmissione in diretta socialWevTv sul roller derby.

La prima cosa che vi consigliamo di fare è andare nella nostra sezione video, e guardarveli tutti: sono dei documentari (di durata breve o media) che illustrano vari aspetti del roller derby italiano. In particolare, Italian Jam è il più completo, racconta come è arrivato questo sport qui in Italia fino all’avventura dei mondiali di Dallas del 2014, attraverso le parole dei protagonisti stessi.

Poi c’è Track Talk, la trasmissione sulla webTV MilanoAllNews in cui il buon Sgt. Pepperoni parla a 360 gradi di roller derby. Trovate orari delle dirette e le repliche nella sezione dedicata, qui.

Nella sezione Dicono del Roller Derby, invece, abbiamo riportato una rassegna stampa: tutti gli articoli e le interviste che siamo riusciti a raccattare in rete – a proposito di questo sport, delle squadre italiane e delle giocatrici.

Volete vedere una partita? Magari di una delle nostre squadre? Eccovi un po’ di link, ma cercando semplicemente “roller derby bout” su internet ne trovate svariate.

Cos’ha il roller derby di così diverso dagli altri sport?

Il roller derby è, e pare abbia tutta l’intenzione di rimanere, uno sport unico e atipico. Le due cose che decisamente lo contraddistinguono sono la sua natura D.I.Y. (Do It Yourself) e la gender policy.

Uno sport che parte dal basso.
Nel roller derby le atlete fanno concretamente lo sport. Da sempre la filosofia della WFTDA è by the skaters, for the skaters (dalle skater per le skater) e a tutti i livelli, dalla squadra appena nata all’associazione stessa, le atlete sono il motore. Organizzano, gestiscono, comunicano, allenano, e decidono in completa autonomia. Non c’è una cosa che non venga decisa di comune accordo o votata.

Gender policy e inclusione
Il concetto di sport femminile viene ampliato, è così che all’interno di una squadra possono giocare tutte coloro che in un qualche modo si sentono rappresentate dalla parola “donna”, in tutte le sue sfumature. Donne Trans, intersex, e/o gender expansive possono giocare e competere all’interno della stessa squadra.

La stessa cosa si verifica quando si parla di MRDA (Men’s Roller Derby Association) e la sua Non-discrimination policy. Il roller derby abbatte da sempre una visione binaria aprendosi ad un’ottica maggiormente inclusiva. Un’ottica dove tutti trovano il proprio spazio a prescindere da razza, religione, orientamento sessuale, genere, conformazione fisica, possibilità e risorse.

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Non ne ho ancora abbastanza, che altro potrei leggere/guardare?

Sei senza fondo! 😀 Eccoti un po’ di altre cose:

[un grandissimo GRAZIE a Vanity Fierce #117 delle Harpies per la collaborazione a questo articolo]

 

[1]: In realtà non c’erano regole vere e proprie. Era una simulazione di corsa di strada fra team di due persone. Poi verso la fine degli anni ’30 viene inserito il contatto. Quindi nel ’39, sempre Leo Selzer, dopo aver sperimentato per qualche tempo team e sistemi di punteggio, organizza delle specie di “tornei” ambulanti. Qui compaiono le 5 giocatrici alla volta e il sistema di conteggio punti per sorpasso delle avversarie.
Nell’immediato dopoguerra continuò a svilupparsi e crebbe l’interesse che però purtroppo declinò intorno agli anni 70.

[2]: La prima squadra effettivamente fondata in Italia, anche se costituita principalmente da ragazze Americane, è la Naples Italy Roller Derby da sempre capitanata da Gina Rauchenstein (RollBot), che però attualmente non è più in attività. Con la fine dello stesso anno iniziano a muoversi sempre più realtà completamente italiane. Una delle prime squadre sono le Harpies di Milano, insieme a Palermo con le Holy Roses, Torino con le Bloody Wheels, Bolzano con le Alp’n Rockets e Roma con le Roller Derby Roma (poi She Wolves).

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