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giovedì, 24 Settembre, 2020
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Intervista al Team Italy maschile – prima parte

Intervista al Team Italy maschile – prima parte

Abbiamo chiesto ad alcuni MeRDI di raccontarci un po’ il loro mondiale: abbiamo fatto una domanda ciascuno (più o meno), ecco cosa ne è uscito fuori. 

Intervistare il Team Italy maschile è sempre uno spasso perchè, a differenza delle donne, non prendono neanche in considerazione l’ipotesi di rispondermi seriamente. Alcune delle ragazze invece lo fanno ancora, nonostante le mie raccomandazioni, vabbè…

Iniziamo da Goofy, sicuramente uno di quei giocatori che rimane più impresso agli occhi degli spettatori per via di uno stile assolutamente, ehm, gommoso nello schivare i colpi degli avversari!

All’ultima partita, contro il Cile, hai fatto uno dei tuoi soliti numeri pazzeschi, passando il wall avversario sulla inside line, ma poi ti hanno chiamato un cutting che a tutti è sembrato buono… ma il replay ha mostrato esserci, anche se tipo soltanto di una ruota: cosa hai pensato in quel momento? 😀

GOOFY: Quella è stata davvero una partita davvero difficile sia mentalmente che fisicamente. Quel momento lo ricordo bene [nella foto qui di lato, NdRob] perché avevo sentito di aver toccato il cordino con il tampone e stupidamente ho pensato di andare avanti lo stesso sperando che vista la velocità dell’azione l’arbitro non si fosse accorto anche perché era davvero millimetrico. Ho voluto rischiare e mi è andata male. Sono stato un po’ pirla. Peccato perché nelle altre partite non avevo praticamente commesso falli mentre con il Chile la tensione mi ha fatto commettere degli errori. Ho lavorato davvero duramente per controllare le mie emozioni durante le partite perché a Calgary perdevo la testa molto facilmente. In questo mondiale sono riuscito a rimanere quasi sempre calmo e lucido e quindi sono felice di aver raggiunto un piccolo obbiettivo personale.

Però a vederti durante la partita in quel momento non sembravi avere una faccia da “mannaggia, mi hanno beccato” ma più di incredulità… o forse mi ricordo male io perchè stavo gridando “ma non è cutting!”

Dovevo fingere, ahahaha. Certo che non hanno visto cutting grandi come un albergo e hanno visto quello…

Goofy fa un numero dei suoi contro lo scozzese Optimus Grime

Chiamatelo Tirenna, chiamatelo Furio, chiamatelo come vi pare, è e rimarrà sempre un idolo del roller derby italiano, anche quando finisce in foul out. Se siete fan di Scrubs converrete con me che è un po’ il dr. Cox de noantri!

Qual è stato il momento più esaltante per te personalmente, nell’arco di tutto il mondiale?

FURIO: Sono indeciso tra il jam da 35-0 contro il Giappone in cui Goofy ha totalizzato 7 scoring pass senza che il jammer avversario riuscisse a superare il nostro wall per 2 interi minuti oppure sempre Goofy che prende la lead contro 4 australiani mentre Sausarge Rolls  aveva di fronte soltanto 3 di noi.

Per il resto ciò che mi ha esaltato di più in termini generali è il fatto di aver ottenuto un risultato migliore di 2 anni fa pur avendo perso 3 dei giocatori più forti che avevamo (Fisio, Grasso, Colella). Evidentemente tutti quanti siamo cresciuti singolarmente e soprattutto abbiamo maturato una coscienza di squadra al di là di ogni aspettativa, oltre ad aver avuto nelle nuove adesioni uno dei nostri maggiori punti di forza.

Ehi, sono assolutamente d’accordo sull’ultima cosa che hai detto, e l’ho scritto nell’articolo dell’ultima giornata del mondiale! Riguardo alla prima parte, invece, da te mi aspettavo qualcosa del tipo “quando ho fatto volare quello scozzese/australiano/cileno fuori dal track, mi hanno chiamato il fallo ma vuoi mettere la soddisfazione?” 😀

Eh ma ho commesso 5 penalità in tutto il torneo! Zero con la Scozia, zero con l’Australia, una con la Colombia, una col Giappone e tre con il Cile: con la colombia un misero forearm, col giappone un cutting (che non c’era), e col Cile un cutting con insubordination ed un altro forearm. Sono stato bravo a ‘sto giro.

Il buon Fisioterrorist è sempre sorridente, anche quando scrive te lo immagini con il sorriso in faccia: leggere per credere!

Dopo aver giocato le due partite più toste del girone, ti sei fatto male e ti sei perso sia quelle più soddisfacenti (visto che avete vinto) sia quella in cui saresti servito di più (vista la defezione di altri jammer): quanto è dura stare fuori e non poter aiutare i compagni?

FISIOSicuramente avrei voluto giocare di più. Sono partito sapendo che la spalla non fosse in condizioni ottimali, speravo reggesse più partite, invece è uscita al penultimo jam contro l’Australia. Peccato! La partita contro la Colombia l’ho seguita dalla tribuna, recapitando feedback continui a Soriana in panchina. Nell’ora successiva alla partita, avevo così tanta adrenalina in corpo che avrei potuto camminare sulle mani. Ma sapendo quanto avrei potuto rischiare giocando, non me la sono sentita di mettermi a disposizione sul track.

Sappi che ogni volta che ti inquadravano “in borghese” soffrivo anche io!

Le altre partite, d’accordo con lo staff, ho partecipato maggiormente facendo da secondo mirror bench (La Pol era l’ufficiale). Ho urlato quanto più non potevo, in un’occasione ho dato anche un comando errato al jammer 😭. Ho cercato di supportare e caricare i ragazzi al massimo delle mie possibilità, però sicuramente mi è dispiaciuto veramente tanto non essere sul track con i pattini. Rimarrà in ogni caso un’esperienza indelebile. Ho visto la nazionale crescere di partita in partita, migliorando il proprio gioco. Peccato non aver trovato il giusto mood contro il Cile, altrimenti ci saremmo portati a casa una partita combattuta jam a jam con un differenziale minore.

Ringrazio tutto lo staff e i compagni per il supporto che mi hanno dato, prima e durante i mondiali. Spero di essere in forma e al 100% per i prossimi!!!

Devo ammettere che, per me, Stradimarius è stato una delle rivelazioni del torneo, non avendolo mai visto all’opera: bravissimo, velocissimo, tutto molto “issimo”.

Che diavolo hai combinato contro il Cile? Già avevamo perso due jammer [Fisioterrorist e Professor Plan-B per infortunio, NdRob], hai preso sei penalità già prima della fine del primo period, che ti hanno praticamente messo fuori gioco. Noi fan attaccati allo streaming ci siamo rimasti male!

Grazie per tutti questi complimenti, a dire la verità sono più abituato alla crudeltà delle donne italiane e mi sono dimenticato come reagire di fronte a tanta bontà [ammazza, e che t’avranno mai fatto?!? NdRob]. Innanzitutto io cambierei “issimo” per “ino”. Ho capito che non potevo essere nè il jammer più bravo, nè il jammer più figo della squadra, ma grazie alla mia scarsa padronanza sui pattini e la mancanza di esperienza ho concluso la mia ultima partita del mondiale in un modo piuttosto glorioso: facendo un sacco di falli e condannando i miei poveri amici a fare un grande sforzo per coprire la mia posizione.

Parlando seriamente posso dire che ero sotto pressione a livello personale e che per un momento mi sono dimenticato che lo scopo principale del gioco è divertirsi. I jammer sono quelli che fanno i punti ma sono proprio i blocker quelli che aiutano e permettono ai jammer di farli. Sono riuscito a capire questo da fuori, vedendo i miei amici giocare. Per fortuna i ragazzi della squadra sono molto bravi e se la sono cavata molto bene senza di me. Era una partita dura e anche se avessimo giocato molto bene sarebbe stato molto difficile vincere. Il Cile è una squadra molto forte.

Vabbè, del mondiale in generale che mi dici?

Il mondiale è stato bellissimo e non ha fatto altro che farmi apprezzare ancora di più questo sport. Devo ringraziare tutti i membri della squadra, giocatori e staff per i consigli e la pazienza e il tempo investito per aiutarmi a migliorare, insegnarmi regole, strategie e tattiche di gioco e soprattutto per avermi invitato a fare parte di questo fantastico gruppo. Mi allenerò duramente per diventare un giocatore più affidabile sul track e per meritare di essere parte del team che giocherà il prossimo mondiale negli USA.

Fine prima parte. La prossima arriverà prestissimo!

[le foto nella pagina sono di Vinciane Pierart // NSP 189 e Gabriele Sturaro // L3 Photo Studio]

About Rob N. Röll

Scopre il roller derby nel 2014, si accorge che non esiste nessuna fonte di informazioni che non siano le pagine facebook delle squadre e decide di metter su una webzine, impiegando *soltanto* due anni per avviarla. Nel frattempo, si autocondanna a fare NSO in ogni evento di roller derby a cui partecipi. Il suo sogno è vedere una partita dalla tribuna anzichè dal penalty box.

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