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martedì, 20 Ottobre, 2020
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Le finlandesi C-Cassette si aggiudicano il DDT 2017!

Le finlandesi C-Cassette si aggiudicano il DDT 2017!

Il team C della squadra di Helsinki ha superato il Vienna Roller Derby per 230-207, aggiudicandosi così il trofeo. Per le italiane, sesto posto per le Anguanas, ottavo per le Harpies.

La terza edizione del Daga Denter Tournament è stata sicuramente un successo: dieci squadre, un tabellone fittissimo (incluso uno scrimmage Woodgang vs. tutti) e un doppio streaming di ottima qualità. Serve una grande quantità di persone e una ancora più grande quantità di organizzazione per mandare avanti tutto, per cui i complimenti sono doverosi: anche chi era da casa ha potuto seguire bene la manifestazione.

Venendo ai risultati sportivi, c’è sicuramente rammarico per le Anguane, due sconfitte che si sono determinate allo stesso modo: inizio di partita sotto, grande rimonta e sconfitta maturata al penultimo jam.

Giocato sul filo di lana anche il derby italiano con le Harpies, che avevano brillato nella prima gara (nonostante l’infortunio al braccio di Elo-C-Raptor a dieci minuti dall’inizio), ma che poi hanno trovato sulla loro strada la corazzata finlandese.

Abbiamo chiesto ai due bench coach la loro impressione sul DDT (la richiesta era di “due righe”…), ecco cosa ci hanno detto:

Fisioterrorist, bench delle Anguane

Il nostro DDT è andato benissimo! Una prima esperienza carica di emozioni. Abbiamo affrontato tutte squadre molto solide e preparate. Due giorni molto intensi sia dal punto di vista fisico che mentale (4 bout in 2 giorni sono molti).
Se siamo soddisfatti del risultato finale? Assolutamente no! 😂 Abbiamo giocato bene, ma sicuramente si può fare di meglio. Questi due giorni ci hanno insegnato molte cose e ci hanno evidenziato ancora alcuni punti dove tutta la squadra può ancora migliorare.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le ragazze/i che hanno partecipato a questa avventura e ringrazio anche chi ci ha supportato, tifando per noi!

 

Ginger Hate, bench delle Harpies

Iniziamo questa edizione del DDT con la stessa emozione della prima: cariche, gasate, con la voglia di fare un buon lavoro. Certo, il consueto filo d’ansia che ti fa prendere il dissenten prima di una partita c’è, ed è giusto che sia così.

Inizia il primo bout contro le ragazze di Valencia e a neanche 10 minuti dall’inizio il nostro capitano, Elo-C-Raptor, al termine di un jam giocato che non desta preoccupazioni, passa davanti alla panchina e “Fil, mi sono rotta il polso, vado un attimo dai soccorritori”.
Cala il silezio in panchina, gli occhi sono lucidi, ma non c’è tempo per potersi distrarre e le Arpie tirano fuori gli artigli, restano concentrate e dedicano la vittoria al proprio capitano ❤

Passiamo il turno ed incontriamo le Vichinghe di Helsinki, la loro fisicità non ci spaventa, a noi questo genere di partite piacciono, tirano fuori in un certo senso il meglio di noi, ci fanno scoprire, dove possibile, quali sono i limiti che dobbiamo superare.
Pam Demonium ha una spalla fuori uso, non molla comunque. Le jammer lottano prima per la lead e poi per guadagnare punti.
Ricordo con piacere un jam di Electric Lemon da jammer, poco spazio sul track per passare, si apre uno spiraglio in curva, ci prova: salto dell’apex. Ci riesce!
Mi giro per esultare cercando di rimanere il più contenuta possibile, ma incrocio lo sguardo di Maki che ha gli occhi a cuore, si alza di scatto, parte un urlo e ci abbracciamo saltando. Bellissimo!
Abbiamo concluso con il jam alla “Ok il prezzo è giusto” e Kill B è la nostra Iva Zanicchi. Parte il coro dalla panchina “100-100-100” e lei ci accontenta, portando la nostra squadra a 101 punti, sudatissimi e meritati, ma l’incontro è perso e ad aspettarci dopo poche ore, sul track due, ci sono le Anguane.
Dan dan daaaannnnnn!!!!

Ed eccoci qui, Harpies vs Anguanas. Parentesi: Durante il discorso in spogliatoio, fa capolino dalla porta una delle jammer di punta della squadra Vicentina, la Bisin, colei che ha il derby name più difficile nel roller derby italiano, cerca delle lenti a contatto. Meditiamo di rapirla, ma alla fine non se ne fa nulla. [ahahah, in effetti a tutti farebbe comodo rubare Quick Quack Quad – che sulla maglia ha scritto semplicemente Quaaack, per pietà verso gli announcer – alle Anguanas. NdRob]

Un altro infortunio ci toglie una delle nostre blocker fondamentali, Heidy Rollerblock, che lascia un ginocchio sul track durante lo scrimmage contro la Wood Gang. Ed anche qui non c’è tempo per scoraggiarsi, Heidy mirror, Elo aiuto panchina. Il roller derby è come il cibo, non si butta via niente e si sfruttano al meglio tutti i ruoli possibili.
Si inizia anche questa partita con la voglia di fare un buon lavoro e ci riusciamo, mantenendo la testa ben salda sulle spalle, la concentrazione al massimo, o quasi, e con uno spirito di squadra della madonna!
Riusciamo a mantenere il vantaggio fino a ‘na certa, poi rimonta, poi rimonta della rimonta, due punti avanti loro e due punti avanti noi, da entrambe le squadre qualcuno raggiunge i 7 falli e sono costrette ad abbandonare il track. Il defibrillatore è pronto, vogliamo vincere entrambe, ma all’ultimo jam qualcosa va storto e le Anguane passano il turno per giocarsi il 5′ e 6’ posto.
Avevo i lacrimoni ma li ho rimandati tutti indietro perchè “non ci sono lacrime nel roller derby” ed in genere non piango per le partite. Tranne quando l’Inter ha vinto tutto, lì ho pianto per tre giorni. 😀

Ed eccoci qui, quasi esauste, a giocarci il 7′-8′ posto contro le ragazze del Lutece Destroyeuses.
La partita tarda ad iniziare. Una ragazza sul track accanto si infortuna, i soccorritori (santi tutti), si prendono cura di lei, ma senza di loro non si può iniziare.
Finalmente arriva il fischio di inizio, diamo tutto quello che possiamo. Lemon mi dedica un altro salto dell’apex ed io per poco non mi piscio addosso dalla gioia, B prende una lead con una veronica, pelle d’oca anche sulle ovaie, le blocker fanno davvero un buon lavoro, ma non basta. Perdiamo il match per una manciata (una ventina) di punti.

Tecnicamente posso dire che: abbiamo gestito molto bene le difficoltà causate da due infortuni pesanti e che lo spirito di squadra ci ha tenute insieme e dato la forza per resistere a quattro partite molto intense. Le nostre “sorelle” Bergamasche, Baby Razor e Maki Maniac, hanno dato un contributo prezioso ed importante.
L’obiettivo del panettone d’oro non è stato raggiunto, ma siamo molto fiere dei risultati sul track e della capacità di gioco dimostrata.

Poi c’è quella parte di me che ti dice anche che una sconfitta è una sconfitta solo se ti interessa il punteggio su un tabellone, perchè dietro ad essa c’è la voglia di andare avanti insieme, di migliorare, di giocare e di stare unite. E quello, secondo me ti fa vincere tanto, più di un punteggio. E ti dico anche che ad ogni salto dell’apex, ad ogni lead, ad ogni numero che fanno le mie jammer, a me batte il cuore come quando ti innamori. E che tutte le volte che una blocker gialla colpice e blocca a culo duro un’avversaria, quando riforma e fa il suo dovere, io esploderei petardi dalla gioia e vorrei dire al mondo intero “Quelle sono le mie ragazze!”. E mentre te lo scrivo mi viene la pelle d’oca e ritornano ancora i lacrimoni, che comunque rimando indietro perchè sono pur sempre Ginger Hate, l’odio in persona, ed ho una certa dignità da cuore di legno da mantenere. E poi sempre per quella cosa del “There’s no crying in roller derby!”, giusto Elo? 😉

PS: Avete visto le Arpie giocare a Quidditch, sì?

Questi i risultati delle italiane:

Finale 5°-6° posto: 

Panthers – The Anguanas Vicenza 171-166

Finale 7-8° posto:

Harpies Milano – Lutece Paris 177-199

Classifica finale:

  1. C-Cassette Helsinki
  2. Roller Derby Vienna
  3. Zurich
  4. Barcelona
  5. Panthers
  6. The Anguanas
  7. Lutece
  8. Harpies Milano
  9. Bloody Skulls Marsiglia
  10. Rayo Dockers Valencia

La squadra di Vienna si porta a casa il premio per best jammer e best blocker.

[si ringrazia Gabriele Lupo Sturaro – L3 Studio per le foto e Marta Jay delle Criminal Bullets per il “supporto investigativo”]

About Rob N. Röll

Scopre il roller derby nel 2014, si accorge che non esiste nessuna fonte di informazioni che non siano le pagine facebook delle squadre e decide di metter su una webzine, impiegando *soltanto* due anni per avviarla. Nel frattempo, si autocondanna a fare NSO in ogni evento di roller derby a cui partecipi. Il suo sogno è vedere una partita dalla tribuna anzichè dal penalty box.

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