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martedì, 19 Novembre, 2019
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Rotelle in fuga! Ep. 3 – Intervista a Ballerink

Rotelle in fuga! Ep. 3 – Intervista a Ballerink

Eccoci a una vecchia conoscenza di Powerjam, la nostra connazionale che ha partecipato all’avventura di Mission: Cleopatre, ovvero il bout che la sua squadra (le Bloody Skulls di Marsiglia) è andata a giocare in Egitto contro le Cairollers. Potevamo lasciarla fuori da questa rubrica? Certo che no!

Ballerink (a destra) contrastata dalla pivot avversaria

Iniziamo con le cose facili: derby name, da dove vieni, dove abiti ora e quando ti ci sei trasferita?
Ballerink #11 (derby name un po’ a caso, suggerito da una compagna di squadra e tenuto per mancanza di fantasia e tempo per riflettere!), vengo da Genova e abito a Marsiglia da 4 anni.

Come hai scoperto il roller derby?
La prima volta che ne ho sentito parlare credo sia quando ho visto il film Whip it, ma era parecchio tempo fa e non mi sembrava qualcosa di davvero praticabile… Poi una volta arrivata a Marsiglia ho iniziato a cercare una pista dove pattinare un po’ (a Genova ho fatto per anni pattinaggio artistico e poi allenato), ho trovato il sito del Marseille Roller Derby Club, sono andata a provare 3 anni fa e sono ancora lì!

Conosci il roller derby italiano? Dal tuo punto di vista, quali sono le maggiori differenze rispetto a dove sei adesso?
Lo conosco solo da ciò che vedo e leggo su internet, e penso che la differenza principale con la Francia sia la diffusione: qui le prime squadre sono nate qualche anno prima (verso il 2009) e al momento credo ce ne siano quasi 200. Inoltre dall’anno scorso il roller derby è riconosciuto dalla Federazione Francese Roller Sport, quindi abbiamo un campionato nazionale ufficiale.

Che rapporto hai con la nazionale italiana? E con quella del paese attuale?
Nessuno purtroppo. Non ho mai davvero preso in considerazione di partecipare ai tryout, un po’ perché non so se avrei il livello adatto e un po’ per la distanza e l’eventuale mancanza di tempo da dedicare ad una cosa così importante come la nazionale. In realtà però mi piacerebbe proprio per conoscere il livello del roller derby italiano (e il mio). Per quanto riguarda la nazionale francese non ho sicuramente il livello richiesto, e nemmeno la nazionalità!

Qual è la cosa più stupida/buffa/geniale che hai fatto durante un bout?
Mmm non ho nulla di particolare in mente, a parte qualche fallo stupido tipo 2 cutting di fila (il secondo giusto appena uscita dalla penalty box), ma capita, o prendermi una penalità prima dell’inizio del jam per aver “spinto” l’altra jammer, quando in realtà le ero scivolata addosso…

 

Parlare francese con un paradenti a volte non è facile nemmeno per le madrelingua!Ballerink

Basta domande serie, passiamo a quelle stupide, scontate ma inevitabili: quanto ti manca il bidet? 😀
In realtà mi è mancato parecchio in passato, ma nella casa dove sto da circa un anno ce l’ho! E mi è capitato più volte di dover spiegare ad amici francesi a cosa serve e come si usa (“no, non è per i piedi, non principalmente almeno”, “no, non così, ci si siede rivolti verso il rubinetto”…). [Ahahaha, uno pensa che queste cose succedano solo nei film o nelle barzellette, e invece… NdR]

Le tue compagne di squadra ti sfottono per l’accento italiano?
Non troppo, dopo anni di francese all’università e 4 anni a Marsiglia non ho troppo accento… però ogni tanto ovviamente capita ancora di dire qualche stronzata e non perdono l’occasione! Per fortuna non sono l’unica: parlare francese con un paradenti a volte non è facile nemmeno per le madrelingua.

Quanto sei calata nello stereotipo dell’ “italiana vista dagli stranieri”? Del tipo, gesticoli sempre? Cucini bene? Sei sempre elegantissima? 
Penso di rappresentare molto male gli stereotipi in realtà: non gesticolo, non cucino particolarmente bene e non mi vesto per niente elegante. Però sono una gran rompipalle riguardo alla pasta, la pizza e il gelato! [Brava, intransigenza gastronomica SEMPRE! 😀 NdR]

About Rob N. Röll

Scopre il roller derby nel 2014, si accorge che non esiste nessuna fonte di informazioni che non siano le pagine facebook delle squadre e decide di metter su una webzine, impiegando *soltanto* due anni per avviarla. Nel frattempo, si autocondanna a fare NSO in ogni evento di roller derby a cui partecipi. Il suo sogno è vedere una partita dalla tribuna anzichè dal penalty box.

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